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A.D. 1820: l’Inferno, Hitler ed il discatenamento di Satana nelle profezie di Anna Katharina Emmerich.

Molte sono le descrizioni dell’Inferno giunte sino a noi, e certamente quella di Dante è la più pittoresca e nota. Man mano che ci si immerge nelle sue profondità e ci si avvicina all’ angelo caduto il sommo poeta ne delinea con maggior chiarezza la natura: regno di discordia di caos e di odio, antipode alla “Città di Dio”. “Raphèl maì amècche zabì abni” esclama alla vista di Dante e Virgilio, Nembrot il gigante della torre di Babele in lingua ormai priva di significato e barriera alla comunanza ed alla comprensione reciproca. E, giunti nella fossa grande, oscura, tenebrosa e terribile di Cocito non vi è più fuoco e fiamme bensì ghiaccio: “Per ch’io mi volsi, e vidimi davante e sotto i piedi un lago che per gelo avea di vetro e non d’acqua il sembiante…” (Inferno, XXXII, 22-24). Continua a leggere

Grillo su Equitalia, capire le ragioni degli attentati

Slogans di un Buffone in occasione del Flop del Circo Massimo.

Dai tempi di Ben Hur è la sede degl’avvenimenti più significativi dell’Urbe, la sede di elezione, ancor più della già vasta piazza San Giovanni, forse, ancor più di questa “Riferimento” della “Sinistra” e non solo. Un Cantante celebrativo dello Spirito Popolare – e romanesco -, Antonello Venditti, la colmò senza fatica fino alle adiacenti Terme di Caracalla incluse (c’ero anch’io quella sera e quando dopo “Sara”, “Ci vorrebbe un amico…” e tante altre, partirono le note di “Grazie Roma” fu un tripudio). Squallidi baraccamenti, mi si scusi, oggi si chiamano tandaggi da show room, ingombrano un’arena avvezza a ben altri fasti e ben altra partecipazione popolare. Timur Vermes si è evidentemente sbagliato perché a “Lui è tornato” in chiave buffonesca aveva attribuito ben altro successo. Continua a leggere

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Georges Simenon & Maigret: oltre 700 Mln di copie per l’ispiratore di Camilleri e Montalbano.

Era nato a Liegi nel 1903 ed aveva iniziato la sua carriera giovanissimo – 17 anni – nella sua città natale, come giornalista, per trasferirsi poi a Parigi negl’anni ’20. Le opere sono oltre 420, diverse sotto pseudonimo, ma il successo – prima francese e poi mondiale – è dovuto al personaggio del Commissario parigino Jules Maigret, apparso per la prima volta nel 1929 in una serie di novelle per la rivista “Détective”, al cui successo ha dato un contributo italiano anche la serie di sceneggiati interpretati, negl’anni dal 1964 al ’72, da Gino Cervi per la regia di Mario Landi e con responsabile della produzione Andrea Camilleri. Continua a leggere

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Mons Giovanni Carrù: dai candelabri a Bertone agli amici della “famiglia” Gambino.

“Pastorem dabo vobis”, ma probabilmente Mons. Giovanni Carrù non ne è l’interprete più adatto, come – ex post – pare non lo sia neppure a ricoprire l’incarico attualmente conferitogli di segretario della Pontificia Commissione di Archeologia Sacra. La sua inadeguatezza anche a ricoprire il semplice incarico di parroco è stata infatti dimostrata dai Carabinieri del nucleo “Tutela del patrimonio culturale” condotti dal capitano Guido Barbieri e dal sostituto procuratore Gabriella Viglione che in seguito alle molteplici segnalazioni di cittadini e fedeli hanno portato avanti una accurata indagine dalla quale è emersa l’asportazione dal Duomo di Chieri di diverse tele, statue, mobili ed altri oggetti proprio durante il ventennio in cui Giovanni Carrù ne è stato parroco. Opere sono scomparse anche dalle Chiese di San Filippo Neri e San Guglielmo. Continua a leggere

FIGLI DI UN DIO MINORE

Figli di un Dio minore, così possono essere definiti i consiglieri di minoranza al Consiglio Comunale di Acquedolci.

Viene addirittura negato loro di avere copia degli atti per lo svolgimento del loro mandato.

Il  T.U. degli Enti locali e lo stresso regolamento per il funzionamento del Consiglio comunale prevedono espressamente il diritto dei consiglieri di consultare gli atti  con la facoltà di richiederne copia.

Sull’argomento si sono pronunciati recentemente T.A.R. , Consiglio di Stato, Consiglio di Giustizia Amministrativa per la Regione Siciliana, ribadendo il diritto dei consiglieri di avere copia di tutti gli atti e che nessun limite può essere loro frapposto. Continua a leggere

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Acquedolci, Villa Nicetta, parte il corso per operatori di fattorie didattiche e sociali dell’assessorato all’agricoltura.

Si è tenuta nella suggestiva cornice dell’agriturismo Villa Nicetta presso Acquedolci la prima giornata del corso per fattorie didattiche e sociali – 5 giornate per complessive 40 ore – del Programma di Sviluppo Rurale. L’iniziativa – così il dott. Alberto Nuzzi dirigente U.O. SOAT di Brolo – ha preso avvio nel 2010 ed è continuata seppur saltuariamente concretando 7 aziende accreditate nella provincia di Messina e creando circa 70 posti di lavoro. Continua a leggere

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Ebola: la vera guerra di Obama. 3.000 soldati e un Mld di dollari.

E’ la nuova peste nera, il virus scoperto da Peter Piot, e che della peste nera condivide gl’aspetti più inquietanti: il periodo di incubazione (da 2 a 21 giorni), l’ “exitus” a 7-14 giorni dalla conclamazione, e, la letalità, 85% dei casi. Contro il filovirus a struttura variabile non esiste ancora un protocollo di procedura per quanto concerne il trattamento. I sintomi sono febbre alta (almeno 38,8 °C), cefalea, mialgia, artralgia, dolori addominali, astenia, faringite, nausea e vertigini. Il virus progressivamente causa sintomi di più grave entità, come diarrea, feci scure o sanguinolente, vomito scuro dall’aspetto a “fondo di caffè”, occhi rossi dilatati con presenza di aree emorragiche sulla sclera, petecchie, rash maculopapulare e porpora. Kent Brantly, medico americano attivo in Liberia nella lotta all’ebola e lì infettatosi, fatto rientrare negli USA e lì trattato con il farmaco sperimentale ZMAPP si è salvato ed è stato incontrato l’altro giorno da Obama. Gravi disordini nelle popolazioni interessate sono invece state causate da voci – sinora non confermate da dati scientifici – sulla efficacia nel trattamento con infusioni di sangue dei sopravvissuti. La cosa ha creato anzitutto gravi problemi di ordine pubblico e di sicurezza, e, sul piano medico scientifico quella dell’insorgenza – per le infusioni indiscriminate – nel caso di incompatibilità di gruppo sanguigno, di schock anafilattico e dunque morte certa. L’altro problema, visto il caos che imperversa nelle zone epidemiche, è l’accertamento del fatto che il sopravvissuto sia effettivamente un sopravissuto all’ebola. Morti, feriti e danneggiamenti miete anche l’estrema arretratezza, ignoranza e superstizione delle popolazioni colpite: sono 8 i membri della missione umanitaria di soccorso sgozzati in Guinea, accusati nientemeno che di diffondere il virus. “Ebola non esiste” è un grido di rivolta comune anche in altre aree geografiche e popolazioni ivi residenti. Un quadro agghiacciante ulteriormente incupito dalle dichiarazioni dello stesso Peter Piot, scettico per quanto concerne la possibilità attuale di un confinamento del virus. Insomma la situazione è tale da aver spinto lo stesso Barak Obama ad una messa in guardia della comunità mondiale ad Atlanta, perché è in pericolo la struttura economica e sociale non solo del centrafrica ma la pace mondiale. Vista l’accertata diffusione esponenziale del virus è necessario intervenire con immediatezza ed in questo il Presidente USA ha ottenuto subito il consenso sia di maggioranza che di opposizione per un’azione immediata da parte USA: 3.000 soldati da inviare già entro fine mese, ed 1 Mld di dollari per costruire ospedali da campo, opere di disinfezione e cura, istruzione di personale medico e paramedico atto a combattere l’epidemia.
francesco latteri scholten

Enola-Gay

Ettore Majorana, i Certosini e l’ Enola Gay…

Nessuno – almeno nelle statistiche ufficiali – si è mai curato di andare a prendersi il passaporto e, soprattutto, è mai andato a chiedere alla madre di mandare il fratello in banca a ritirare la propria parte del conto e mandargliela “tutta” e ritirare poi egli stesso di persona gl’ultimi cinque stipendi prima d’andare a “suicidarsi”. L’ora dell’annunciato “suicidio” è le 11 di sera del 25 marzo (siamo nel 1938), in mare, ed effettivamente prese il piroscafo Napoli Palermo delle 22.30. Ma allora, cosa massimamente incongruente per un fisico del suo calibro, l’ora non può corrispondere perché la nave è ancora vicina alla costa e, soprattutto, equipaggio e passeggeri sono tutti in giro… Ed in effetti da Palermo manderà una lettera ed un telegramma. Annuncia il ritorno solo di non voler continuare ad insegnare. L’infermiera che solitamente si occupava di lui lo rivide a Napoli dopo il 27 marzo. Molto religioso, era stato alunno del “Convitto Massimo” a Roma dal 15 dicembre 1917 al 27 gennaio 1918, si incontra ai primi di aprile, sempre a Napoli con il superiore della chiesa del “Gesù Nuovo” chiedendo di essere ospitato in un ritiro per fare esperimento di vita religiosa. E qui si perdono le tracce di Ettore Majorana. Il più grande genio della fisica italiana e non solo, uomo assai schivo ed introverso, aveva elaborato la teoria del nucleo fatto di protoni e neutroni prima di Heisenberg, ma l’aveva gettata nel cestino e proibito ad Enrico Fermi di parlarne. Con Heisenberg di persona si incontra il 20 gennaio 1933 – circa un mese e mezzo prima dell’incendio del ReichsTag e del colpo di Stato nazista – ed è l’incontro più importante della sua vita: sono continuamente insieme a parlare di ciò che attanaglia le loro menti, la fisica nucleare, ma anche del suo senso, delle sue implicazioni, le sue implicazioni nel contesto in cui si trovano… Torna in Italia nell’agosto del 1933 profondamente cambiato e si fa vedere solo raramente all’Istituto di Fisica e nel 1935 passa all’ Università di Napoli. Ma è proprio nel 1934 che, all’Istituto di Via Panisperna, Enrico Fermi ed i suoi ottengono per la prima volta la fissione dell’atomo di uranio, ma non se ne accorgono, lui invece sì, così come era già accaduto nel 1931 quando Irène Curie e Frederic Joliot trovarono un effetto compton sui protoni e lui, Majorana, aveva esclamato: “che sciocchi, hanno scoperto il protone neutro e non se ne sono accorti”. A Fermi ed ai suoi ci vorranno altri 4 anni a capire che sì, avevano ottenuto la fissione: e siamo nel 1938, l’anno della scomparsa di Ettore. L’accensione di una miccia, è di questo che avevano parlato lui ed Heisenberg 5 anni prima. Loro si erano tirati indietro, Oppenheimer e gl’americani a Los Alamos no. Il 6 agosto 1945 il B52 Enola Gay sorvolò Hiroshima. Nell’immediato dopoguerra, Vittorio Nisticò, direttore del giornale palermitano “L’Ora”, accompagnò un amico nella visita ad un monastero certosino e qui un “fratello”, nipote dello scrittore Nicola Misasi, confidò che nel convento vi fosse, tra i Padri (che a differenza dei “fratelli” non escono dal convento) un grande scienziato e che vi fosse ancora o vi fosse stato il comandante del B52…
francesco latteri scholten.

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Sicilia arte: la Piramide del 38° parallelo di Mauro Staccioli.

Andando da Messina a Palermo, sia in auto che in treno, non si può fare a meno di vederla, sull’altura sovrastante l’antica Halaea, l’attuale Tusa. Per raggiungerla c’è ancora qualche problema di viabilità e la mia vecchia Panda si è mostrata involontariamente il veicolo adatto, ma ne vale abbondantemente la pena. L’orizzonte mozzafiato che si apre nei pressi dell’ultima opera della “Fiumara d’arte” – il più grande museo all’aperto d’Europa – Continua a leggere