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IN DIFESA DELLA COSTITUZIONE

 

Una volta la chiamavano secessione, ora la chiamano autonomia differenziata.

Cambia la forma, ma non la sostanza. Prima la Lega Nord propugnava la secessione e la costituzione di quattro macro-regioni, teorizzate dall’ideologo della Lega Gianfranco Miglio, a cui si deve gran parte delle elaborazioni teoriche dell’iniziale progetto federalista (Cfr. Come cambiare. Le mie riforme, 1992). Adesso la “nuova” Lega, nell’intento di carpire consensi nell’aria moderata, cambia il nome a quello che è stato e continua ad essere il loro vero progetto politico, ossia quello di divedere l’Italia a dispetto dell’Unità nazionale propugnata dall’art. 5 della nostra Costituzione.

La Costituzione italiana è nata sulla base del consenso radicato nella temperie culturale prodotta dall’evento della seconda guerra mondiale. Sono da ritenersi immutabili i suoi principi fondamentali: unità e indivisibilità della Repubblica, primato della persona, rilevanza costituzionale dei corpi intermedi, diffusione del potere“. Così Giuseppe Dossetti interveniva nel 1994 in risposta ai progetti di riforma costituzionale del primo Governo Berlusconi e in relazione ai progetti di riforma in atto tornano attuali le sue riflessioni che Aggiornamenti Sociali – (n.d.r. Rivista dei Padri Gesuiti) – aveva già pubblicato nel novembre 1994.

Quello di cui stanno discutendo in Parlamento in queste ultime settimane è un disegno di legge che vede come primo firmatario il ministro degli Affari Regionali, il leghista Roberto Calderoli, un disegno di legge divisivo, in tutti i sensi. Stiamo assistendo ad una esasperazione delle contrapposizioni politiche sia dentro le aule parlamentari, sia nella società civile. Siamo spettatori, impotenti e quasi rassegnati, di fronte al dispotico tentativo di scavalcare la più ampia condivisione di intenti in relazione ad una scelta così importante che viene attuata “a colpi di maggioranza”,  senza che vi sia un serio dibattito nelle istituzioni.

Ciò si verifica grazie al patto scellerato tra Lega e Fratelli d’Italia che prevede il reciproco appoggio per arrivare al separatismo di fatto propugnato dalla Lega e al Premierato (che dà molti più poteri al Presidente del Consiglio), auspicato da Fratelli d’Italia.

Mentre Forza Italia sta a guardare, cercando opportunisticamente di prendere le distanze formali dalle altre due forze politiche alleate, queste ultime, pur cercando di imbellettare la loro immagine in vista delle elezioni europee, tradiscono sullo sfondo il loro essere sempre populisti, regionalisti, sovranisti ed euroscettici, basti pensare ai rapporti che continuano a coltivare con leader europei ultranazionalisti e dichiaratamente antieuropeisti, i cui modelli vengono presi ad esempio.

Vi è concretamente il rischio che questo cambiamento dell’assetto costituzionale venga portato a termine senza l’attivazione di quella particolare procedura di “aggravamento”, (doppie letture, referendum ed altri passaggi previsti dalla nostra Costituzione), allorquando occorre attuare modifiche alle leggi costituzionali.

Il disegno di legge Calderoli, infatti, parte dall’assunto che la Costituzione Italiana, all’art. 116, prevede la possibilità che con legge ordinaria si possano attribuire alle Regioni italiane (sia esse ordinarie sia a statuto speciale), ulteriori forme e condizioni di autonomia per 23 materie, come l’istruzione, la sanità, etc., attraverso una semplice intesa tra Stato e Regione.

Il rischio che si corre è che si faccia confusione tra forma di Stato e forma di Governo e che si dia priorità a quest’ultima, facendo prevale la dimensione politica rispetto a quella istituzionale, con la conseguenza che inevitabilmente si cercherà di favorire le Regioni amiche del Governo concedendo a queste più autonomia rispetto a quelle “non amiche”.

In altre parole, se continua la linea che sta portando avanti questo Governo, gli amici degli amici otterranno di più, sia a livello di autonomia sia a livello di finanziamenti. Questo violerebbe l’art. 3 e l’art. 117 punto m) della Costituzione, il quale dispone la determinazione di livelli essenziali delle prestazioni concernenti i diritti civili e sociali (sanità, scuola, etc.), che devono essere garantiti su tutto il territorio nazionale.

E qui sta appunto il problema più spinoso: come si calcolano questi L.E.P. (Livelli essenziali di prestazioni)?  Sta prevalendo la tendenza a fotografare la situazione attuale, senza alcun riguardo alla condizione di arretratezza del Mezzogiorno, cercando di compensare lo squilibrio tra il Nord ed il Sud o tra le regioni, con il conseguente risultato di ampliare ulteriormente il divario esistente tra queste.

Come se, stando alle recenti affermazioni di un politico locale transitato nella Lega, fosse più corretto parlare di “questione italiana”, svilendo l’importanza storica della questione meridionale.

Giuseppe Scaffidi Fonti

 

Expo: furto, donazione?

 

S. STEFANO DI CAMASTRA (ME) – Una vicenda che si trascina dietro da ben otto anni, tutto nasce in occasione della partecipazione del Comune di S. Stefano di Camastra ad Expo 2015, che ha richiesto la collaborazione ad alcuni ceramisti, per arredare lo stand della Regione Sicilia anche con le colorate e pregiate maioliche stefanesi fornite in comodato d’uso. Al termine della rassegna, dopo qualche mese ecco che nasce il caso che vede protagonisti, da un lato il Comune stefanese e dall’altro il maestro ceramista Giuseppe Prinzi, il quale aveva fornito un suo pezzo esclusivo facente parte della sua collezione privata, con la promessa che gli venisse restituito al termine della manifestazione. Passato un lasso di tempo e stanco di aspettare invano, visto il persistente mutismo dell’amministrazione comunale, il maestro Giuseppe Prinzi, dapprima verbalmente e successivamente due volte per iscritto, a cavallo tra il 2017 e il 2018 ha chiesto invano la restituzione della sua opera. Dopo tre anni in fiduciosa attesa il titolare dell’opera, si vede costretto a rivolgersi al suo legale, il quale con lettera datata 4 Agosto del 2018, diffida l’ente alla restituzione dell’opera, oppure al risarcimento del danno. A seguito della diffida, arriva dopo qualche giorno anche la risposta da parte dell’amministrazione comunale, nella quale si comunicava che il pezzo in questione era stato omaggiato dal personale regionale e comunale presente nello spazio espositivo riservato alla Sicilia, ad un’autorità di valenza internazionale e pertanto, si invitava a comunicare il valore dell’oggetto e il comune, avrebbe prontamente provveduto al rimborso. Non si è fatta attendere la risposta  da parte del maestro Prinzi, che attraverso il proprio legale, ha comunicato di aver attribuito un valore di 3.000 euro all’opera, non ricevendo nessuna risposta. Come non ha ricevuto risposta neanche la sua proposta di negoziazione assistita, per trovare una soluzione amichevole e bonaria, evitando la controversia giudiziaria e le relative spese legali. Visto e considerato che non abbiamo potuto trovare un’intesa sono stato costretto – ha dichiarato Giuseppe Prinzi – a citare in giudizio il Comune di Santo Stefano di Camastra, davanti al Giudice di Pace di Mistretta. Nel documento di comparsa in giudizio, il Comune mi accusa di volere speculare a danno dell’amministrazione locale, – ha proseguito Prinzi – arrogandosi la presunzione di volere stabilire il valore della mia opera, chiedendo al Giudice, con grande spudoratezza ed arroganza, che il valore sia compreso tra i 200 e i 300 euro e che siano addebitate a me, che ho subito il fatto illecito e quindi sono “parte lesa”, anche le spese giudiziarie. Spese giudiziarie e legali che sono maturate per responsabilità del comune, che non ha restituito come da accordi il mio oggetto fornito in comodato d’uso in occasione di EXPO 2015. Inoltre, ci tengo a chiarire – ha proseguito il maestro Prinzi – che quello del Comune è stato un atto autoritario, prepotente, incivile e irrispettoso della mia dignità di artista e di uomo, raggirato per tre anni. Comunque, non è certo questo il modo di promuovere e valorizzare l’arte stefanese, gli artisti e i maestri ceramisti.

 

Giuseppe Scaffidi Fonti

Omaggio a Maria: Bellezza, Spirito, Musica (Giovani musicisti del territorio in concerto)

 

Prende il  via questa sera, con inizio alle 21,30 presso l’antico baglio del Castello di Acquedolci, la terza edizione di “Omaggio a Maria Assunta”, l’ormai tradizionale rassegna  di musica classica patrocinata dal Comune di Acquedolci.
Anche quest’anno l’evento vede la presenza del soprano Felicia Bongiovanni, che è stata protagonista delle passate edizioni. La novità di quest’anno è rappresentata dal fatto che l’evento anzichè in una, si svolgerà in due serate, la prima delle quali, questa sera, vede protagonisti alcuni giovani musicisti del territorio.

L’obiettivo, come ha dichiarato la Direttrice Artistica M° Felicia Bongiovanni nel corso della conferenza stampa svoltasi nella sala consiliare del Comune sabato scorso, è quello di  mettere in evidenza e valorizzare i talenti locali, oltre a quello di cercare di promuovere la musica  lirica, “quella che un tempo era  la musica pop di oggi”.
L’intento divulgativo della Direttrice artistica è un obiettivo ambizioso e meritevole di attenzione: fare uscire dal ristretto ambito di nicchia, di “musica colta”, -(come viene definita la musica classica e lirica),- in cui sembra essere relegata e farla “ri-diventare” musica fruibile da tutti, com’era un tempo”.
Ma ecco il programma delle due serate:
Il primo incontro musicale, come detto, si terrà lunedì 14 agosto e sarà eseguito da giovani artisti del territorio Alex Guglielmo, Giuliana Scaffidi Fonti, Benedetto Princiotta e Anna Maria Calì. Nella prima serata Alex Guglielmo eseguirà musiche per chitarra classica (F. Tarrega “Recuerdos de la Alhambra”, J. K. Mertz “Le Gondolier”, F. Tarrega “Fantasia sulla Traviata”, J.Turina Ragafa, A. Barrios “Vals Op. 8 n.4”);  il flauto di Benedetto Princiotta intonerà “Cinema Paradiso” di Ennio Morricone, mentre brani della tradizione sacra classica (“Ave Maria” di Schubert e di Gounod, “Salve Regina” di Pergolesi e due arie da camera “Eterno amore e fè” di Donizetti e “Deh pietoso, oh Addolorata” di Verdi) dedicati alla Madonna, saranno eseguiti dal soprano Giuliana Scaffidi Fonti , accompagnata dalla pianista Anna Maria Calì che eseguirà anche l’ ”Ave Maria” di Caccini nella versione per solo piano e la “Passacaglia” di Frescobaldi.
Il secondo incontro della rassegna, domani 15 agosto, solennità della B.V. Assunta, sarà dedicato alla grande opera lirica e vedrà come protagonisti la stessa Direttrice artistica, il soprano Felicia Bongiovanni ed il tenore Dario Ricchizzi accompagnati al pianoforte dal M.° Fabio Ciulla.
Verranno eseguiti alcuni brani tratti dall’Otello di G. Verdi (“Exultate”, “Già la notte densa”, “Dio mi potevi scagliar”, “La Canzone del Salice” … “Ave Maria” e “Nium mi tema”) e dalla Tosca di G. Puccini (“Recondita armonia”, ”Mario Mario”, “Vissi d’arte” e “E lucean le stelle”), per finire con l’”Ave Maria” di P. Mascagni e il “Brindisi della Traviata” di G. Verdi. Anche questo programma è dedicato alla Madonna Assunta o della Dormizione, infatti sovente le protagoniste di entrambe le opere della serata si rivolgono in preghiera alla
Madonna.
Il concerto della serata del 14 agosto sarà presentato dal soprano Felicia Bongiovanni e dall’assessore alla cultura Enrico Caiola;  la serata del 15 agosto  da Saro Parisi.

Giuseppe Scaffidi Fonti

 

OMAGGIO A MARIA

 

                         

Nell’ambito del cartellone estivo dell’estate Acquedolcese, si è svolta la sera di ferragosto, nella suggestiva cornice dell’antico baglio del Castello, la seconda edizione di “Omaggio a Maria Assunta”.

L’evento è stato organizzato dall’A.C.A.S. di Sant’Agata Militello con il patrocinio del Comune di Acquedolci, della Regione Sicilia, Assessorato dei Beni Culturali e della Sovrintendenza Beni Culturali e Ambientali di Messina.

L’ esibizione musicale ha visto la presenza del soprano Felicia Bongiovanni e del tenore Gianluca Pasolini, accompagnati al pianoforte dal Maestro Fabio Ciulla, docente di ‘Prassi e repertorio nella scuola di canto‘ e di ‘Pratica della collaborazione pianistica’ presso il Conservatorio  “A. Scarlatti” di Palermo.

 

Gli artisti si sono esibiti in un ampio programma di arie e duetti: dalla Cavelleria Rusticana di Pietro Mascagni “Tu qui Santuzza”, dalla traviata di G. Verdi (due duetti) “Parigi o cara” e “Libiamo nè lieti calici”.  Arie d’opera: dalla Cavalleria Rusticana di P. Mascagni “Voi lo sapete o mamma”, dalla Norma di V. Bellini “Casta diva”.

A seguire, due arie della tradizione siciliana di Alberto Favara “La Barcillunisa” e di Calì “E vui durmiti ancora”; di G. Rossini dal Tancredi “Pensa, pensa che sei mia figlia”; dalla Norma di V. Bellini “Meco all’altar di Venere”, dalla Cavalleria Rusticana di P. Mascagni “O Lola c’hai  di latti la cammisa”, dalla Turandot di G. Puccini “Nessun dorma”.

I due cantanti sono stati accompagnati al pianoforte dal M° Fabio Ciulla che ha suonato pure l’intermezzo della Cavalleria Rusticana di P. Mascagni.

Buona affluenza di pubblico nello spazio fruibile del Castello, che speriamo in futuro possa essere meglio valorizzato  e reso maggiormente utilizzabile come prestigioso contenitore, anche per eventi di questo genere,  con adeguati e radicali interventi di ristrutturazione e di recupero.

Gli artisti ci hanno regalato momenti di intensa emozione anche per la visibile passione ed il trasporto con cui si sono esibiti.

Giuseppe Scaffidi Fonti

 

 

 

 

 

PREMIAMO IL MERITO

Yvonne

Si è svolta martedì 9 agosto scorso la sesta edizione della manifestazione con la quale l’Amministrazione comunale premia l’eccellenza scolastica.

Sono venti gli studenti che nell’anno scolastico appena concluso hanno riportato il massimo dei voti, ricevendo l’attestato di merito nel corso della cerimonia svoltasi nella sala consiliare del Comune di Acquedolci.

Erano presenti numerose Autorità civili e militari, i dirigenti scolastici delle scuole coinvolte, insieme ad alcuni docenti, una delegazione del Comune di San Fratello con in testa il Sindaco Dr. Sidoti, nonchè, come già nel 2019, il Presidente della Regione Sicilia Nello Musumeci.

Quest’ultimo, intervenendo ad apertura della premiazione, ha rimarcato l’importanza del merito e dell’impegno sia nella esperienza scolastica che nella vita di tutti i giorni.

In un commosso intervento, ricordando la sua esperienza di vita, lui  figlio di una famiglia numerosa e povera, grazie all’impegno ha raggiunto il risultato di essere diventato Presidente della Regione.

Poi, citando Papa Giovanni Paolo II, ha esortato i giovani presenti a fare della propria vita un vero capolavoro.

Venti gli studenti premiati, di cui 11 della scuola secondaria di I grado: Catena Emanuela, Di Salvo Cristian, Geranio Michele, Granata Ludovica, L’Abbate Marilina, Leggio Christian, Ricciardi Giuseppe, Rizzo Giulia, Santostefano Syria, Savio Veronica, Scafidi Antonio.

Nove i premiati della scuola secondaria di secondo grado: Armeli Diletta, Cassarà Marika, Giarratana Vincenzo Maria, Leanza Vincenzo Angelo, Nicolosi Diego Glauco, Scavone Antonio, Zingale Benedetta, Brancatelli Sofia, (Del Liceo Sciascia-Fermi di Sant’Agata Militello); Rotilio Francesco (dell’I.T.I.S. Torricelli di Sant’Agata Militello).

Bella iniziativa, ormai diventata una tradizione, con l’auspicio che serva da stimolo al serio impegno nello studio dei giovani e che la società civile, in tutte le sue componenti, sappia sempre premiare il merito.

Giuseppe Scaffidi Fonti

 

I

Tre nuovi mosaici nella Chiesa di Acquedolci

Dopo il mosaico denominato “Cristo in gloria con Maria Corredentrice”, inaugurato sabato 19 ottobre  2019, realizzato da Padre Marko Ivan Rupnik, artista della Comunità del Centro Aletti di Roma, è di questi giorni la realizzazione di altri tre mosaici, sempre a firma di  Padre Rupnik,  che si aggiungono ad impreziosire la Chiesa madre “B.V. Assunta” di Acquedolci

 

Sacramento della Riconciliazione

Il primo fa riferimento al Sacramento della Riconciliazione ed è stato collocato sul muro, in prossimità dell’entrata della navata destra.

Gli altri due sono collocati nella parte alta del presbiterio, uno a destra e l’altro a sinistra, e richiamano il Sacramento dell’Eucaristia e della Penitenza.

L’ultima cena
Lavanda dei piedi

Inconfondibile lo stile dell’artista Padre Rupnik, che con queste opere ha veramente  arricchito di bellezza e di spiritualità la nostra Chiesa.

Un sentito ringraziamento va a Padre Luigi Santoro, Parroco della nostra Comunità, per la sensibilità dimostrata nel volere la realizzazione di questi stupendi mosaici, che, al di là del fatto estetico, contribuiscono ad avvicinare il credente al trascendente.

Giuseppe Scaffidi Fonti

 

PACIFICAZIONE SOCIALE ?

 

Abbiamo assistito giovedì sera al comizio di ringraziamento della lista vincente nelle elezioni amministrative di Acquedolci. Ciò che temevo si è verificato, anzi si è andati ben oltre le mie pessimistiche previsioni. Quello che doveva essere, stando agli annunci, un ringraziamento, si è trasformato ben presto in una vera e propria appendice di campagna elettorale, con tanto di recriminazioni, di “risposte” non date prima, di invettive, di auspicio di scomparsa dalla scena politica di avversari politici che hanno avuto la peggio per raggiunti limiti di età tra cinque anni, con corollario di autocelebrazione  da parte di qualcuno e di stucchevole autoreferenzialità da parte di altri, alla faccia di quella che è ormai diventata una merce rara: la modestia! 

Sarebbe auspicabile da parte di coloro che intendono fare politica, evitare la demonizzazione dell’avversario e badare piuttosto al perseguimento del bene comune, impegnandosi alla elaborazione di  idee e progetti per il bene della Comunità.

Ed in questo senso è sbagliato, a mio avviso, far passare l’idea che per avere un finanziamento – concetto ricorrente durante la serata – bisogna affidarsi al padrino politico di turno di cui si rivendica e si pubblicizza l’amicizia.  Mi si dirà che è stato sempre così, che così vanno le cose. Chi ha un amico politico vale di più di chi non può vantarsene pur avendo magari ottime idee da portare avanti a vantaggio della propria Comunità, alimentando così  la logica perversa di quel “Do ut des” che tanto ci allontana dalla buona politica. Questo messaggio è confermato dalle passerelle dei politici che abbiamo visto nelle serate dei comizi con il culmine dell’ultimo appuntamento che ci ha regalato la presenza di politici e politicanti, presenti o solo annunciati, venuti a sponsorizzare qualche candidato/a.

In primis il Sindaco e a seguire gli altri oratori, salvo qualche eccezione, non hanno resistito alla tentazione di continuare la contesa della campagna elettorale che si pensava ormai conclusa. Anche se all’inizio di ogni intervento si affermava che non si voleva fare polemica, i contenuti che ne seguivano non  erano consequenziali ai buoni propositi.

Si evidenzia inoltre il fatto che in contrasto a quello che è l’orientamento ormai consolidato della normativa  e della prassi in materia, che vuole che ci sia una netta separazione tra la funzione politica (degli eletti) e la funzione gestionale (prerogativa dei funzionari), Acquedolci sembra essere in controtendenza, legittimando la negativa commistione dei due ruoli, più volte  “denunciata” durante gli interventi dei contendenti.  

Ad avvalorare questa tesi la difesa d’ufficio  posta in essere da un oratore esterno, che ha argomentato motivando la bontà di questa sua doppia veste di tecnico e di politico, anzi enfatizzando maggiormente il ruolo di quest’ultimo per potere meglio svolgere quello di tecnico. Facendo una forzatura dialettica, si è voluto legittimare il fatto che il ruolo di esperto non può essere relegato solo alla ricerca delle migliori soluzioni possibili in termini di efficienza ed efficacia amministrativa, ma debba essere innanzitutto l’esplicazione di una attività politica da esercitare per avere e ricambiare consensi. 

Non è forse dichiarare  e rivendicare apertamente di avere svolto e di continuare a svolgere attività politica? E’ un bene poi che questa diventi il requisito per il ruolo tecnico e lo giustifichi?

Prendiamo atto, comunque, del fatto che nel nostro paese si è venuta a creare una nuova figura professionale, un mix tra politica e tecnica.

Con questo non voglio qui svilire l’attività politica, che rappresenta la forma più alta di Carità, come ha ben ricordato in nostro Parroco durante la processione del Corpus Domini di ieri, ricordando importanti documenti della Dottrina Sociale Cristiana; desidero semplicemente dire che mischiare i due livelli, politico e gestionale, non è certamente il massimo in termini di corretta gestione della cosa pubblica.

Quello che doveva essere un comizio di ringraziamento si è così snaturato in una prosecuzione inopportuna di campagna elettorale, con annesse rivendicazioni e rivalse. Una caduta di stile.

Era l’occasione, da parte del Sindaco, di rivendicare a sé il ruolo della sintesi della complessità che è propria della funzione Politica, fungendo da “coagulante” sociale, invece di scadere nel ruolo di “solvente” sociale.

Anche riflettendo sul fatto di avere conseguito il 39,5% dei consensi, dimenticandosi di  quel 60,5% che si è espresso diversamente.

Il fatto di non avere sentito l’esigenza di cercare di mantenere l’unità della compagine, facendo prevalere logiche diverse, ha portato a perdite di componenti durante il cammino, vivendo con distacco le criticità che si sono via via manifestate. Questa mancata coesione è stata una costante della  gestione, causa di una vittoria non certamente brillante come  quella di cinque anni fa.

Speriamo che dopo questa lunga fase di assestamento si possa addivenire a lavorare con maggiore incisività a vantaggio di tutta la Comunità.

La mia non vuole essere una critica fine a se stessa, ma, al contrario, di stimolo a fare meglio,  spero si colgano queste mie parole nella loro essenza e, come ho già fatto in presenza, auguro buon lavoro per il prossimo lustro!

Giuseppe Scaffidi Fonti

 

 

PREMIAMO L’ECCELLENZA

Si è svolta nei giorni scorsi la quinta edizione della manifestazione con la quale l’Amministrazione comunale premia l’eccellenza scolastica.

Sono ventidue gli studenti che hanno conseguito la maturità con il massimo dei voti ricevendo l’attestato di merito nel corso della cerimonia svoltasi in piazza municipio il 24 agosto scorso.

I premiati sono: Maria Chiara Minciullo, studentessa dell’Istituto “F. P. Merendino” di Capo d’Orlando (servizi per l’enogastronomia e ospitalità); Valentina Mollica dell’Itet di Sant’Agata Militello; Gioele Amalfi dell’Itis “Torricelli” di Sant’Agata Militello; Evelyn Riolo del Liceo Artistico di Santo Stefano Camastra; Calogero Campisi e Maria Grazia Virzì della scuola Alberghiera “Mandralisca” di Cefalù.

A seguire sedici centisti diplomatisi all’Istituto “Sciascia-Fermi” di Sant’Agata Militello: Martina Carbonetto, Ilenia Cracò, Donato Giovanni Gnai e Giulia Sanzarello per l’indirizzo Scienze Umane; Dalia Barone, Alessandra Possidente e Giulia Lo Cicero per l’indirizzo Linguistico; Alessandra Armeli (Scienze Applicate); Beatrice Calanni Fraccono del Liceo Classico; Calogero Luca Calcagno, Lorenzo Cester, Giuseppe Ferrara, Lorena La Monica, Lorenza Ricciardi, Ludovica Scaffidi e Lara Sciambarella per il Liceo Scientifico.

Bella iniziativa, ormai diventata una tradizione, con l’auspicio che serva da stimolo al serio impegno nello studio dei giovani e che la società sappia sempre premiare il merito.

Alla premiazione erano presenti, oltre al Sindaco Riolo ed il Consigliere Salerno, il sottosegretario Giancarlo Cancelleri e il deputato regionale Tommaso Calderone.

Giuseppe Scaffidi Fonti

Lo “zoo umano” di BANKSY al Chiostro del Bramante

Nel cuore di Roma al Chiostro del Bramante arriva Banksy con un’esposizione intitolata “Banksy, A visual protest”.  Rivoluzionaria, ironica e provocatoria, visitabile fino all’ 11 aprile 2021, dedicata al noto street artist britannico Banksy, la rassegna è composta da oltre 90 opere raccontate con leggerezza ed ironia, provenienti da collezioni private. Il percorso espositivo ha inizio con l’opera “Girl with ballon” utilizzata per la campagna “Stand with Sirya”, simbolo della fragilità dei sentimenti e degli affetti. Lo spettatore immerso nel mondo di Banksy, passa poi dall’irriverente e drammatica serigrafia “Toxic Mary”, che vede la Madonna mentre allatta il bambino con un biberon raffigurante un simbolo di morte, trasformando la gestualità materna in un aspetto letale, fino all’opera “Christ with shopping bags”, in cui il corpo di Cristo crocifisso è sorretto da borse della spesa piene di regali di Natale. Protagonisti principali delle opere sono gli animali tra cui: topi, scimmie, cani, maiali, portatori di messaggi politici e sociali di libertà e riscatto. Gli animali di Banksy, stanchi dello sfruttamento umano si rivoltano: allora i ratti  sorreggono cartelli di protesta,  le tigri fuggono dalle gabbie, le  scimmie prendono possesso del Parlamento mostrando lo “zoo umano” in cui viviamo  e  le contraddizioni sociali, come nell’opera: “No ball game” dove  due bambini  si lanciano un cartello con la scritta “vietato giocare a palla”, un invito ad rompere le regole, una critica ad un’ educazione troppo soffocante, alle proibizioni imposte dalla società. Nell’opera “Bomb Hugger” meglio nota come “Bomb Love” o “Bomb girl” è raffigurata una bambina che abbraccia una bomba come fosse un giocattolo, una delle prime serigrafie realizzate da Banksy diventata per lui stesso un’icona della dicotomia tra amore e guerra, tema a cui è da sempre legatissimo. In questo contesto, è forte il richiamo all’opera dal titolo “Napalm” dove è ripresa l’immagine impattante della bambina vietnamita Kim Phuc nuda e ustionata dal gas, inserita in un contesto totalmente rovesciato accanto alle icone del consumismo moderno e della società capitalistica americana Mickey Mouse e Ronald Mc Donald. Nella serie “Barely Legal” continua la condanna alla cultura consumistica soprattutto nell’opera: “Sales End Today” dove si deduce che la fine dei saldi provoca la stessa disperazione per la morte di Gesù. A conquistare i visitatori dunque è proprio questa comunicazione diretta e senza filtri, attraverso delle opere che oltre a farci sorridere, ci fanno decisamente riflettere.

Pamela Menichelli

DAL REVENGE PORN AL FIGLICIDIO: LA VENDETTA DI CHI NON CONOSCE AMORE

Già abbiamo sentito parlare in diverse occasioni di Revenge Porn, la cui derivazione anglosassone del termine sta ad indicare la "vendetta porno" messa in atto da ex fidanzati non rassegnati che senza l'autorizzazione della vittima, si adoperano nella diffusione illecita di foto o video a stampo pornografico.

Nel caso che ha visto protagonista Claudio Baima Poma, l'operaio 47enne di Rivara, nel Torinese, si parla di un altro genere di vendetta: l'uomo, dopo aver scritto un post su Facebook in cui si rivolge alla ex convivente, ha ucciso il figlio di 11 anni, Andrea, con una pistola non legalmente detenuta. Dopodiché con la stessa arma si è tolto la vita.

Ad Iris, madre del bambino scrive: “Abbiamo trascorso momenti bellissimi, fino a quando ho iniziato ad avere problemi di schiena e di conseguenza un danno permanente alla gamba. Esattamente una settimana prima mi avevi chiesto di sposarti, ma poi hai iniziato a allontanarti piano piano. Da quel momento sono caduto in depressione e non mi sono più tolto da questo incubo”.

“È un vero peccato – prosegue – non ci mancava niente per poter fare una vita tranquilla e serena senza alcun problema, avere una famiglia normale e per me normale significa perfetta. Io e Andrea non potevamo stare distanti nemmeno per un secondo […] noi partiamo per un lungo viaggio dove nessuno ci potrà dividere, lontano da tutto, lontano dalle sofferenze. Tu mi hai ripagato con questo distacco nel momento più brutto della mia vita. Potrai separare i nostri corpi ma non le nostre anime, perchè saranno sempre l’una accanto all’altra. Andrea e il suo papà per sempre insieme……”, conclude Baima Poma nel post.

Spesso di fronte a tragedie che non ci appartengono tendiamo ad ergerci a giudici, cercando seppur erroneamente di giustificare, mitigare, seppellire nella totale incoscienza veri e propri crimini che il piú delle volte non hanno nulla a che vedere con il buonsenso, o come in questo caso con la depressione, a detta di molti "una valida ATTENUANTE". 

Spesso, pur di dimenticare il losco che traspare dalle tragedie si tende a tollerare anche l'inqualificabile, propinando a nostra volta atti criminosi verbali come l'istigazione a delinquere ("cerchiamo di capire questo povero padre, la moglie non le sarà stata per nulla vicino, chiunque sarebbe arrivato a commettere una follia"), il victim blaming ("la donna doveva restare con il marito, sicuramente lo avrà anche minacciato di portargli via il figlio")e la misoginia ("sicuramente l'ex convivente era una donnaccia, altrimenti non sarebbe arrivato a tanto, spero il senso di colpa la perseguiti a vita!").

Potrà sembrare assurdo, ma purtroppo questo è ciò che ho rilevato dall'enorme quantità di commenti sparati a caso, ma volti comunque a mettere in atto le loro sentenze. 

Parlano di empatia, di comprensione, si spacciano per precursori del moralismo acido, volto nella maggior parte dei casi ad incriminare le vittime (specie se donne) e a rendersi garanti del reo, leggittimando a tutti gli effetti un atto inqualificabile.

Questo naturalmente accade anche per ciò che concerne i reati di violenza sessuale, il revenge porn e i femminicidi.

• La ragazza poteva evitare di vestirsi "da troia", sicuramente non l'avrebbero stuprata.
• La ragazza poteva evitare di farsi le foto "da troia", non sarebbero state diffuse.
• La donna poteva evitare di lasciare il marito, non l'avrebbe uccisa.

Accade davvero. Lo dicono davvero. E al di là della becera decalcificazione di un crimine, hanno anche il coraggio di chiamarle opinioni, completamente incoscienti di compiere a loro volta un atto criminoso.

Stiamo assistendo alla proliferazione di pensieri altamente nocivi per il genere umano: l'odio indiscusso verso le donne, l'attribuzione della colpa alla vittima anziché al carnefice, la giustificazione di un crimine sulla base del vestiario, della disinvoltura femminile, della "troppa emancipazione" che mirano di buona lena ad alimentare sempre di più un'ostilità di per sé già persistente.

L'attenuante di questa vicenda, questa volta è stata chiamata "depressione". 

Per me, invece, non è altro che l'incapacità viscerale di accettare la fine di una storia, è odio misogino portato alla follia. 

Questo è ciò che di fatto, si evince dalle parole del padre assassino. Analizziamo il post passo passo:

"Tutto é andato bene fino a che ho iniziato ad avere problemi alla schiena e di conseguenza un danno permanente alla gamba" 

TRADOTTO: "ti rimprovero per non essere stata responsabile del mio benessere psicofisico".

"Hai iniziato ad allontanarti piano piano, sono caduto in depressione".

TRADOTTO: ''se sono stato male, la colpa è solo tua".

"È un vero peccato, non ci mancava niente per poter fare una vita tranquilla" 

TRADOTTO: "è un vero peccato che tu abbia scelto di NON essere mia serva accondiscendente nelle difficoltà, se solo fossi venuta incontro alle mie esigenze non sarebbe andata così. La colpa è solo tua".

"Io e Andrea non potevamo stare distanti nemmeno per un secondo" [...] Tu mi hai ripagato con questo distacco nel momento più brutto della mia vita. Potrai separare i nostri corpi ma non le nostre anime, perchè saranno sempre l’una accanto all’altra"  

TRADOTTO: "mio figlio che è cavia e oggetto merita di pagare le conseguenze della tua assenza di responsabilità. Se non posso avere te, lui verrà con me nella tomba al fine di infliggerti un dolore grande quanto quello che tu hai causato a me".

Espressione suprema del potere patriarcale, possessione, punizione, vendetta, manipolazione mentale. Abbiamo tutto, tutto il necessario per poter dare ancora una volta la colpa alla misoginia.

E no, non la risolveremo con un "not all a man".

Non la risolveremo con un "il 25 novembre è tutti i giorni".

Non la risolveremo con un "basta generalizzare!"

La risolveremo mettendo a tacere l'ignoranza con il giusto sprezzo che ci viene ribaltato contro ogni giorno. La risolveremo mettendo un bavaglio al vostro maledetto egocentrismo che palesate quando una donna vi fa notare che spesso, tendete a peccare di vittimismo cercando di esimervi da colpe che credete di non avere. La risolveremo alzando la voce qualora ci diciate di stare zitte.

E la risolveremo combattendo ogni giorno affinché venga istituita una legge cruda e severa contro la misoginia, la stessa che vi fa perdere il senso della dignità (non sono solo i vestiti a fare la DIGNITÀ di una persona, è ora che qualcuno ve lo ricordi) che vi rende assassini o stupratori, che vi ha fatto crescere nell'abitudine dell'accondiscendenza, che vi fa sentire leggittimati a nutrire e coltivare odio nei confronti di chi non ha la piú pallida intenzione di dirvi "SÌ!".

Un "sì" che spesso, ci costa la vita.

Ilaria Di Roberto



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