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Mons Giovanni Carrù: dai candelabri a Bertone agli amici della “famiglia” Gambino.

“Pastorem dabo vobis”, ma probabilmente Mons. Giovanni Carrù non ne è l’interprete più adatto, come – ex post – pare non lo sia neppure a ricoprire l’incarico attualmente conferitogli di segretario della Pontificia Commissione di Archeologia Sacra. La sua inadeguatezza anche a ricoprire il semplice incarico di parroco è stata infatti dimostrata dai Carabinieri del nucleo “Tutela del patrimonio culturale” condotti dal capitano Guido Barbieri e dal sostituto procuratore Gabriella Viglione che in seguito alle molteplici segnalazioni di cittadini e fedeli hanno portato avanti una accurata indagine dalla quale è emersa l’asportazione dal Duomo di Chieri di diverse tele, statue, mobili ed altri oggetti proprio durante il ventennio in cui Giovanni Carrù ne è stato parroco. Opere sono scomparse anche dalle Chiese di San Filippo Neri e San Guglielmo. Continua la lettura di Mons Giovanni Carrù: dai candelabri a Bertone agli amici della “famiglia” Gambino. →

Acquedolci, Villa Nicetta, parte il corso per operatori di fattorie didattiche e sociali dell’assessorato all’agricoltura.

Si è tenuta nella suggestiva cornice dell’agriturismo Villa Nicetta presso Acquedolci la prima giornata del corso per fattorie didattiche e sociali – 5 giornate per complessive 40 ore – del Programma di Sviluppo Rurale. L’iniziativa – così il dott. Alberto Nuzzi dirigente U.O. SOAT di Brolo – ha preso avvio nel 2010 ed è continuata seppur saltuariamente concretando 7 aziende accreditate nella provincia di Messina e creando circa 70 posti di lavoro. Continua la lettura di Acquedolci, Villa Nicetta, parte il corso per operatori di fattorie didattiche e sociali dell’assessorato all’agricoltura. →

Ettore Majorana, i Certosini e l’ Enola Gay…

Nessuno – almeno nelle statistiche ufficiali – si è mai curato di andare a prendersi il passaporto e, soprattutto, è mai andato a chiedere alla madre di mandare il fratello in banca a ritirare la propria parte del conto e mandargliela “tutta” e ritirare poi egli stesso di persona gl’ultimi cinque stipendi prima d’andare a “suicidarsi”. L’ora dell’annunciato “suicidio” è le 11 di sera del 25 marzo (siamo nel 1938), in mare, ed effettivamente prese il piroscafo Napoli Palermo delle 22.30. Ma allora, cosa massimamente incongruente per un fisico del suo calibro, l’ora non può corrispondere perché la nave è ancora vicina alla costa e, soprattutto, equipaggio e passeggeri sono tutti in giro… Ed in effetti da Palermo manderà una lettera ed un telegramma. Annuncia il ritorno solo di non voler continuare ad insegnare. L’infermiera che solitamente si occupava di lui lo rivide a Napoli dopo il 27 marzo. Molto religioso, era stato alunno del “Convitto Massimo” a Roma dal 15 dicembre 1917 al 27 gennaio 1918, si incontra ai primi di aprile, sempre a Napoli con il superiore della chiesa del “Gesù Nuovo” chiedendo di essere ospitato in un ritiro per fare esperimento di vita religiosa. E qui si perdono le tracce di Ettore Majorana. Il più grande genio della fisica italiana e non solo, uomo assai schivo ed introverso, aveva elaborato la teoria del nucleo fatto di protoni e neutroni prima di Heisenberg, ma l’aveva gettata nel cestino e proibito ad Enrico Fermi di parlarne. Con Heisenberg di persona si incontra il 20 gennaio 1933 – circa un mese e mezzo prima dell’incendio del ReichsTag e del colpo di Stato nazista – ed è l’incontro più importante della sua vita: sono continuamente insieme a parlare di ciò che attanaglia le loro menti, la fisica nucleare, ma anche del suo senso, delle sue implicazioni, le sue implicazioni nel contesto in cui si trovano… Torna in Italia nell’agosto del 1933 profondamente cambiato e si fa vedere solo raramente all’Istituto di Fisica e nel 1935 passa all’ Università di Napoli. Ma è proprio nel 1934 che, all’Istituto di Via Panisperna, Enrico Fermi ed i suoi ottengono per la prima volta la fissione dell’atomo di uranio, ma non se ne accorgono, lui invece sì, così come era già accaduto nel 1931 quando Irène Curie e Frederic Joliot trovarono un effetto compton sui protoni e lui, Majorana, aveva esclamato: “che sciocchi, hanno scoperto il protone neutro e non se ne sono accorti”. A Fermi ed ai suoi ci vorranno altri 4 anni a capire che sì, avevano ottenuto la fissione: e siamo nel 1938, l’anno della scomparsa di Ettore. L’accensione di una miccia, è di questo che avevano parlato lui ed Heisenberg 5 anni prima. Loro si erano tirati indietro, Oppenheimer e gl’americani a Los Alamos no. Il 6 agosto 1945 il B52 Enola Gay sorvolò Hiroshima. Nell’immediato dopoguerra, Vittorio Nisticò, direttore del giornale palermitano “L’Ora”, accompagnò un amico nella visita ad un monastero certosino e qui un “fratello”, nipote dello scrittore Nicola Misasi, confidò che nel convento vi fosse, tra i Padri (che a differenza dei “fratelli” non escono dal convento) un grande scienziato e che vi fosse ancora o vi fosse stato il comandante del B52…
francesco latteri scholten.

Venezia cinema: il Nietzsche italiano “Il giovane favoloso” ipoteca il Leone d’oro.

Dopo le 2 ore e venti minuti della proiezione una sonorissima “standing ovation” per Mario Martone ed il suo “Il giovane favoloso” scritto insieme alla moglie Ippolita Majo dopo accurati e lunghi studi e magistralmente interpretato da Elio Germano. Giovane favoloso è il dovuto eufemismo ex post per un personaggio invero tra i più impegnativi e discussi dell’ Ottocento, al di là del proprio tempo e soprattutto della mentalità e dei costumi dell’epoca, per questo spesso non condiviso, specie in scelte importanti quale la rinuncia di una scelta di indirizzo ecclesiastico che avrebbe potuto portarlo al cardinalato, pur restando improntato alla metodologia della formazione gesuitica. Continua la lettura di Venezia cinema: il Nietzsche italiano “Il giovane favoloso” ipoteca il Leone d’oro. →

Sicilia turismo, il nuovo Heat: Sant’Agata di Militello mid coast Messina Palermo.

Valorizzare il proprio estesissimo lungomare sottraendolo all’abbandono ed all’abusivismo, facendone il punto di forza della propria centralità geografica – a metà strada esatta tra Messina e Palermo (un’ora e mezza con pullmann o ferrovia) approdo per le Eolie e porta dei Nebrodi -, è stato questo l’imperativo la cui messa in atto ha fatto della cittadina messinese il vero nuovo centro di riferimento, non solo turistico, della costa Nord siciliana. I resti archeologici dell’antica Grecia, si veda Halahea (Tusa) o Tindari, ove è situato anche l’omonimo Santuario sotto al quale è fruibile la bellissima spiaggia di Olivieri con i suoi laghetti, sono a circa 40 minuti. Continua la lettura di Sicilia turismo, il nuovo Heat: Sant’Agata di Militello mid coast Messina Palermo. →

Al Baghdadi: infibulate tutte le donne, ovvero l’attualità di Huntington.

Il decreto di Al Baghdadi, califfo autoproclamato dell’ ISIS (o ISIL), e discendente – sempre per autoproclamazione – di Maometto, del 21 u.s. con il quale si impone a tutte le donne l’infibulazione, andando ben oltre la stessa legge islamica che invece non la prescrive, anche se l’aberrante pratica è assai diffusa negl’ambienti islamici, porta in auge con forza, insieme al drammatico conflitto israelo palestinese (ma anche insieme a quello russo ucraino), le tesi di Huntington del 1997. Continua la lettura di Al Baghdadi: infibulate tutte le donne, ovvero l’attualità di Huntington. →

Don Rustico: “Cacciate a schiaffi il giornalista della notizia dell’inchino della Madonna al boss…”

Dopo l’inchino della statua della Madonna al boss, la cacciata del giornalista che ha dato la notizia dalla chiesa: “Cacciate a schiaffi il giornalista della notizia dell’inchino della Madonna al boss…” A soli 15 giorni dalla decisa scomunica dei mafiosi da parte di Papa Francesco, é così che ha esordito dal pulpito per l’omelia Don Benedetto Rustico, parroco di Oppido Mamertina, contro il giornalista e cronista de “Il Fatto Quotidiano”, Lucio Musolino – cui va tutta la solidarietà di chi scrive -, ch’era presente in Chiesa. Continua la lettura di Don Rustico: “Cacciate a schiaffi il giornalista della notizia dell’inchino della Madonna al boss…” →

Dante’s revival: il migliore (con distacco) resta “Inferno” di Dan Brown.

A dispetto dei secoli che ci separano da lui – e della crisi del settore librario – Dante Alighieri e la sua opera stanno vivendo un vero e proprio revival e l’interesse è dedicato soprattutto alla Divina Commedia ed in particolare alla sua prima cantica – d’altronde la più letta da sempre: l’Inferno. Innumerevoli sono le opere in Italia ed all’estero dedicate al grande Maestro fiorentino e la maggior parte premiate da successo sia di critica che di pubblico. Continua la lettura di Dante’s revival: il migliore (con distacco) resta “Inferno” di Dan Brown. →