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Lo “zoo umano” di BANKSY al Chiostro del Bramante

Nel cuore di Roma al Chiostro del Bramante arriva Banksy con un’esposizione intitolata “Banksy, A visual protest”.  Rivoluzionaria, ironica e provocatoria, visitabile fino all’ 11 aprile 2021, dedicata al noto street artist britannico Banksy, la rassegna è composta da oltre 90 opere raccontate con leggerezza ed ironia, provenienti da collezioni private. Il percorso espositivo ha inizio con l’opera “Girl with ballon” utilizzata per la campagna “Stand with Sirya”, simbolo della fragilità dei sentimenti e degli affetti. Lo spettatore immerso nel mondo di Banksy, passa poi dall’irriverente e drammatica serigrafia “Toxic Mary”, che vede la Madonna mentre allatta il bambino con un biberon raffigurante un simbolo di morte, trasformando la gestualità materna in un aspetto letale, fino all’opera “Christ with shopping bags”, in cui il corpo di Cristo crocifisso è sorretto da borse della spesa piene di regali di Natale. Protagonisti principali delle opere sono gli animali tra cui: topi, scimmie, cani, maiali, portatori di messaggi politici e sociali di libertà e riscatto. Gli animali di Banksy, stanchi dello sfruttamento umano si rivoltano: allora i ratti  sorreggono cartelli di protesta,  le tigri fuggono dalle gabbie, le  scimmie prendono possesso del Parlamento mostrando lo “zoo umano” in cui viviamo  e  le contraddizioni sociali, come nell’opera: “No ball game” dove  due bambini  si lanciano un cartello con la scritta “vietato giocare a palla”, un invito ad rompere le regole, una critica ad un’ educazione troppo soffocante, alle proibizioni imposte dalla società. Nell’opera “Bomb Hugger” meglio nota come “Bomb Love” o “Bomb girl” è raffigurata una bambina che abbraccia una bomba come fosse un giocattolo, una delle prime serigrafie realizzate da Banksy diventata per lui stesso un’icona della dicotomia tra amore e guerra, tema a cui è da sempre legatissimo. In questo contesto, è forte il richiamo all’opera dal titolo “Napalm” dove è ripresa l’immagine impattante della bambina vietnamita Kim Phuc nuda e ustionata dal gas, inserita in un contesto totalmente rovesciato accanto alle icone del consumismo moderno e della società capitalistica americana Mickey Mouse e Ronald Mc Donald. Nella serie “Barely Legal” continua la condanna alla cultura consumistica soprattutto nell’opera: “Sales End Today” dove si deduce che la fine dei saldi provoca la stessa disperazione per la morte di Gesù. A conquistare i visitatori dunque è proprio questa comunicazione diretta e senza filtri, attraverso delle opere che oltre a farci sorridere, ci fanno decisamente riflettere.

Pamela Menichelli

“L’elogio dell’Im-Perfezione” I difetti che diventano bellezza

Imperfezione: Presenza di manchevolezze o difetti per cui qualcosa non risulta conforme al suo prototipo, ideale o materiale. Nella definizione del vocabolario rimarco la frase non risulta conforme al suo prototipo, questo significa che ognuno di noi riconosce o meno i propri difetti, li costruisce, li monta e li smonta in base alle proprie capacità intellettive, a volte facendosi influenzare da prototipi specifici oppure rimanendo ancorato alle proprie convinzioni senza farsi condizionare, utilizzando così le proprie risorse di coping, con la consapevolezza di essere perfetto nella propria imperfezione.

Molte dinamiche si definiscono in base allapprendimento sociale: il nostro modo di vivere e le nostre relazioni vengono dettati da una buona coscienza e conoscenza di noi stessi, decidiamo così se il nostro selfie nasconda (magari con qualche filtro) o faccia vedere con fierezza le nostre piccole imperfezioni, come stanno facendo alcuni personaggi famosi, dimostrando che ognuno debba accettarsi per apparire migliore innanzitutto dentro se stesso, per il proprio benessere psicologico e sociale. Carl Gustav Jung diceva: Non c’è luce senza ombre e non c’è pienezza psichica senza imperfezioni. La vita richiede per la sua realizzazione non la perfezione, ma la pienezza. Senza l’imperfezione non c’è né progresso né crescita. Continua la lettura di “L’elogio dell’Im-Perfezione” I difetti che diventano bellezza

“Le trappole del Web: quando il gioco diventa letale”

Chiunque di voi ricorderà sicuramente il capolavoro cinematografico di Henry Joost e Ariel Schulman – “Nerve”, scritto da Jeanne Ryan e interpretato da Emma Roberts. Si tratta di un film che attraverso un taglio adrenalinico, descrive una realtà virtuale ormai alla deriva, plasmata dall’avvento di un gioco, dal cui nome deriva il titolo del film. Continua la lettura di “Le trappole del Web: quando il gioco diventa letale”

Matematica e Umanesimo

In fondo la matematica esiste per contare, per misurare ed anche per dimostrare. Per i formalisti i numeri non sono altro che simboli. Ma la matematica può anche rivelare qualcosa di più profondo riguardante l’esistenza. Nel romanzo di Musil I turbamenti del giovane Törless a proposito dei numeri immaginari il protagonista dice: “Questa unità non esiste. Ogni numero, positivo o negativo che sia, elevato al quadrato dà una quantità positiva. Dunque non può esistere un numero reale che sia la radice quadrata di una quantità negativa”. Ma che cosa turba davvero Torless? Continua la lettura di Matematica e Umanesimo

IN NOCTE VERITAS

Si è svolta ieri la sesta edizione della Notte nazionale del Liceo classico, che ha visto impegnati gli studenti, gli insegnanti e tutto il personale scolastico del Liceo classico “Sciascia” di Sant’Agata Militello, in un tour de force fatto di teatro, arte, musica.

Il tema scelto di questa edizione è stato La Verità, che non può essere disgiunta dalla Giustizia. “Non c’è verità senza giustizia, come non c’è giustizia senza verità”, il motivo conduttore della serata.

Dopo l’indirizzo di saluto della Dirigente Larissa Bollaci e del Sindaco di Sant’Agata Bruno Mancuso, si è  assistito ad un susseguirsi serrato di eventi: la lettura del Prologo dell’Agamennone, danze e il “Processo ad Oreste”,  (tragedia liberamente tratta da “Coefore” ed “Eumenidi” di Eschilo) – a cura del laboratorio teatrale del liceo classico “Le Maschere”  diretto dal Prof.  Sergio Foscarini.

A seguire ed in contemporanea una serie di laboratori tematici.

Nella seconda parte della serata si è assistito alla rappresentazione della commedia brillante, liberamente tratta dalle opere di Aristofane, “Cercasi Euripide disperatamente”, sempre a cura del laboratorio “Le maschere”.

Tra la prima e la seconda parte è intervenuto l’assessore regionale alla pubblica istruzione On. La Galla, il quale ha plaudito alla iniziativa dei Licei classici, ribadendo l’importanza della preparazione umanistica e l’auspicio che la scuola offra sempre pari opportunità e prepari i giovani all’impegno sociale e nel mondo del lavoro.

Una serata all’insegna della riflessione e della bellezza, atto finale di un impegno degli studenti, dei docenti e di tutto il personale scolastico, che hanno dato il massimo, garantendo l’ottima riuscita dell’evento che fa ormai parte della tradizione della scuola.

Giuseppe Scaffidi Fonti

 

Segnali di civilta’

A volte, le piccole cose fanno la differenza e comunque contribuiscono a rendere migliori i luoghi che abitiamo. E anzi le piccole cose sono ancor più importanti quando non si ha la possibilità, o non si dispone di quella progettualità necessaria per realizzarne di grandi. Dalle piccole cose ai grandi progetti, le une non escludono gli altri.

Mi e’ capitato due anni fa di recarmi a Cremona. Una bella città, a misura d’uomo, che mi ha colpito oltre che per le sue bellezze artistiche ed architettoniche anche per l’ ordine e la pulizia.
Ad avvalorare ciò, anche se potrà apparire banale, la vista di un segnale  di “obbligo”, che invitava gli interessati cui era diretto ad adottare certi comportamenti.

Una cosa “normale” mi è apparsa “straordinaria”, tanto da sentire l’esigenza di scattare una foto. Ho cercato di dare una spiegazione a tutto ciò. Continua la lettura di Segnali di civilta’

CRISTO IN GLORIA

Sabato 19 ottobre sarà inaugurato il mosaico del Battistero realizzato da Padre Marko Ivan Rupnik, artista della Comunità del Centro Aletti di Roma, tra il  9 e il 10 ottobre appena trascorsi.

“Cristo in Gloria con Maria Corredentrice” è il titolo attribuito all’opera realizzata.

Marko Ivan Rupnik  è un artistateologo e presbitero sloveno, appartenente ai Gesuiti.

Insieme all’Atelier d’Arte spirituale del Centro Aletti, di cui è direttore, ha realizzato in tutto il mondo opere famose, come i mosaici della Cappella “Redemptoris Mater” in Vaticano, quelli delle basiliche di Fátima e di San Giovanni Rotondo, quelli sulla facciata del Santuario di Lourdes, nella Cattedrale di Santa Maria Reale dell’Almudena a Madrid, della Chiesa ortodossa della Trasfigurazione a Cluj, del Santuario di san Giovanni Paolo II a Cracovia, del Santuario di San Giovanni Paolo II a Washington e del Santuario di Madonna Ta’ Pinu a Gozo. (da Wikipedia).

P. Rupnik considera il mosaico il risultato di un’opera collettiva:

il mosaico non lo si può fare da soli, è sempre un’opera corale”. Nell’antichità i mosaici erano fatti da artisti che lavoravano sotto la guida di un maestro tutti insieme nel cantiere. Perciò fare mosaici è “un’esperienza ecclesiale”. “Dal lavoro di comunione il movimento materico pian piano si rivela, acquista un volto”. “Qui a Capiago a lavorare con me c’erano dodici artisti. Se ne fossero mancati tre, ne sarebbe venuto un mosaico diverso. Perché nessun mosaico è fatto a tavolino in modo astratto o rigidamente prefissato. Bisogna tenere conto delle persone che concretamente vi lavorano.” (1)

Ed anche un tutt’uno tra opera d’arte ed evento liturgico:

In p.Marko matura “la percezione dell’unità organica tra l’evento liturgico che si celebra e l’edificio o lo spazio che lo ospita. L’arte nell’edificio liturgico non è decorativa, ma è costitutiva dell’evento che lì si celebra e della comunità che si riconosce in quell’edificio, immagine della Chiesa, dell’umanità e dell’universo trasfigurati. Abbiamo bisogno di un’arte liturgica che non solo susciti ammirazione, ma anche devozione, riverenza, pietà, senso religioso.” (2)

 L’arte nell’edificio liturgico non è decorativa, ma è costitutiva dell’evento che lì si celebra e della comunità che si riconosce in quell’edificio, immagine della Chiesa, dell’umanità e dell’universo trasfigurati. Abbiamo bisogno di un’arte liturgica che non solo susciti ammirazione, ma anche devozione, riverenza, pietà, senso religioso.” (3)

Certamente, il mosaico realizzato nella Chiesa di Acquedolci, oltre a costituire un  arricchimento per il Tempio, 12 m.q. di “Bellezza”,  rappresenta, nelle intenzioni dell’artista, un aiuto ad avvicinarsi a Dio.

Giuseppe Scaffidi Fonti

(1) Lorenzo Prezzi, Bellezza, carne del vero – Intervista a p.Marko Ivan RupnikRegno-attualità n.20, 2009, p.681

(2) Luigi Guccini, Volgeranno lo sguardo a colui che hanno trafitto: Mosaico di Marko I. Rupnik a ‘Casa Incontri Cristiani’ di Capiago, Testo pro manoscritto fuori commercio, Capiago 2006, pp.27s.

(3) Lorenzo Prezzi, Ibidem.

PROTEZIONE CIVILE AD ACQUEDOLCI

E’ stata inaugurata ad Acquedolci, domenica scorsa, la sede locale del Nois (Nucleo operativo interforze Sicilia), i cui locali siti in via Dante, sono stati concessi in comodato d’uso gratuito dal Comune di Acquedolci.

L’inaugurazione è stata preceduta da una cerimonia di presentazione sulle finalità che persegue l’Associazione  nella sala consiliare del Comune, nella quale hanno partecipato tra gli altri, l’Ing. Antonio Rizzo, redattore del piano di protezione civile del Comune e il Capo della Protezione civile Regionale Ing. Calogero Foti, il quale ha sottolineato l’importanza  del volontariato che, lungi dall’essere considerato un mero esercizio per mettersi in mostra, rappresenta invece un nobile atto di umana solidarietà.

Oltre al Presidente dell’Associazione Francesco Occhiuto, insieme a tutti gli associati-volontari, erano presenti  Autorità civili e militari locali e del comprensorio.

La costituzione del NOIS di Acquedolci rappresenta un nuovo traguardo di un lungo iter burocratico che si trascina da diversi anni  ma che non ha visto da parte delle Amministrazioni che si sono succedute l’attenzione che meriterebbe un argomento così importante qual’è quello della protezione civile, in caso di calamità naturali. Adesso, dice l’Ass. Nicolina Pulvirenti,  “con la revisione della determina sindacale del C.O.C. (Centro Operativo Comunale) e dell’U.C.L. (Unità di Crisi Locale), passando dall’approvazione del Piano di Protezione Civile e arrivando alla costituzione del gruppo NOIS” si può sperare in qualcosa di concreto sulla delicata materia.

Fondamentale, per perseguire risultati efficaci, è una adeguata formazione sia dei volontari, sia dei funzionari e  dei dipendenti comunali, oltre che degli stessi Amministratori, diffondendo in tutti i cittadini, a cominciare dai più piccoli nelle scuole, la cultura della Protezione Civile.

Giuseppe Scaffidi Fonti

” TUTTI IN FERIE “

Grande successo di pubblico per la rappresentazione teatrale “Tutti in ferie”, commedia brillante di Giuseppe Modica.
Sotto la guida sapiente di Maria Rosaria Pruiti, curatrice dell’evento,  una gremita piazza municipio, dove è stato allestito il palco, la sera del 16 agosto, ha visto la seconda rappresentazione dell’opera teatrale, dopo la prima avvenuta presso il teatro delle scuole elementari il 22 giugno scorso.
Obiettivo del neo-costituito gruppo è quello di riportare in auge l’attività teatrale dopo anni di assenza. In questo senso si sono  rimessi in gioco vecchie glorie dell’epoca che fu di Padre Gagliani,  parroco della Comunita’ acquedolcese, che tanto impulso ha dato  al teatro. Accanto a loro nuove leve hanno dato il loro contributo all’allestimento dello spettacolo.

La rappresentazione, pur con leggerezza, ha voluto veicolare un messaggio di stretta attualità che è quello dell’eterno dualismo tra l’essere e l’apparire nella società consumistica, in cui si tende a far prevalere l’aspetto dell’avere rispetto a quello dell’essere.

“Tutto si fa per l’occhio della gente: la macchina, i vestiti, persino il voler partire a tutti i costi per le ferie”,  è il Leitmotive che caratterizza tutta la commedia, inserito nelle dinamiche familiari di due coppie che vedono i mariti, loro malgrado,  succubi dei desideri delle rispettive mogli accecate dalla voglia di dimostrare ad ogni costo di poter fare meglio della rivale.

L’auspicio è, come ha detto Maria Rosaria Pruiti a nome dell’AMI, che anche altri possano avvicinarsi: “l’Associazione sarà felice di accogliere coloro che vorranno contribuire a mantenere vivo l’amore per il teatro e per le nostre tradizioni”.

Giuseppe Scaffidi Fonti

 

 

BEL CANTO AD ACQUEDOLCI: “OMAGGIO A MARIA”

Nell’ambito del cartellone estivo dell’estate acquedolcese, si è svolta ieri sera, nella suggestiva cornice  dell’antico baglio del Castello di Acquedolci,  l’esibizione musicale intitolata “Omaggio a Maria”, con la presenza del soprano di fama internazionale Felicia Bongiovanni, che recentemente ha ricevuto la cittadinanza onoraria del Comune di Acquedolci per il suo amore verso questo paese.

Ad accompagnare la cantante, al violino Eleonora Sormani e al pianoforte Antonio Scandurra.

Un omaggio  a Maria, appunto, il tema della serata, che ha visto il soprano Bongiovanni eseguire magistralmente diversi brani in una preghiera continua alla Vergine.

Si è dato inizio alla serata con l’Ave Maria di Schubert e a seguire l’Ave Maria di Giulio Caccini,  l’ Ave Maria tratta dall’Otello di Giuseppe Verdi, l’Ave Maria di Gounod e infine, fuori programma, l’aria “Vissi d’arte”,  dalla Tosca di Giacomo Puccini.

Ogni pezzo era preceduto da notazioni storico-musicali da parte di Enrico Caiola, che ha  curato l’organizzazione dell’evento.

Una serata all’insegna della bellezza, della bellezza “invisibile”, come ha sottolineato il mecenate Antonio Presti, ideatore di “Fiumara d’Arte”,  intervenuto a conclusione della magica serata, che si è complimentato con il Sindaco Alvaro Riolo per questo tipo di iniziative, da incoraggiare e ripetere, in quanto aiutano nel percorso di conoscenza che dovrebbe caratterizzare la vita di ognuno di noi e dell’intera Comunità, per vincere l’attacco continuo della “tecnologia” che annulla il pensiero, l’individualità e la consapevolezza critica.

Giuseppe Scaffidi Fonti